JAKOB MULLER DI LAINATE
L’AZIENDA ANNUNCIA LA CHIUSURA
I LAVORATORI IN PRESIDIO PERMANENTE DENTRO LA FABBRICA
Sono passati meno di due anni da quando, nel maggio del 2008, i vertici della Muller – storica azienda di Lainate da cui escono macchine tessili – decise di licenziare più della metà dei lavoratori, dopo aver spostato in Cina la fabbricazione del prodotto di punta, quello che aveva maggior mercato.
Allora ci opponemmo fermamente a quella scelta, chiedendo di discutere soluzioni alternative ai licenziamenti. Per noi non solo era ingiusto cacciare 62 lavoratori, ma la scelta di ridimensionare drasticamente e di disivestire sul sito di Lainate non era che l’anticamera della futura chiusura dello stabilimento.
Ci dissero che non era così e, nonostante le mobilitazioni dei lavoratori, il gruppo dirigente della Muller tirò dritto sulla sua strada.
Oggi l’azienda ci ha comunicato ufficialmente la sua decisione di chiudere la fabbrica e di “liberarsi” di tutti i 45 lavoratori, aggiungendo (tanto per aggiungere arroganza ad arroganza) di aver cominciato a ragionare su questa “soluzione” già nel giugno del 2009.
Nell’assemblea che si è svolta oggi pomeriggio è stata presa l’unica decisione possibile: il presidio permanente.
Di fronte all’ennesima fabbrica che rischia di scomparire, ancora una volta per le scelte di padroni e manager di spostare altrove il lavoro, noi decidiamo di batterci, al fianco dei lavoratori, contro i licenziamenti e per mantenere e rilanciare l’attività.
A questo punto però, chi governa questo territorio, ha il dovere di dirci chiaramente se intende continuare ad assistere senza battere ciglio alle dismissioni e ai licenziamenti, oppure se intende impegnarsi seriamente per “tenere aperti” i cancelli di una fabbrica che può e deve funzionare.