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03 February 2010
ALFA, IVECO, MAFLOW, LARES, METALLI

ALFA, IVECO, MAFLOW, LARES, METALLI PREZIOSI

IL PIRELLONE E’ DI GOMMA E RESPINGE I LAVORATORI

 

Inferiate e transenne blindano il palazzo della Giunta Regionale Lombarda, a fotografare la distanza tra le lavoratrici e i lavoratori che chiedono di essere ascoltati e chi avrebbe il dovere non solo di accoglierli, ma di dare loro risposte.

Eppure quello che ci siamo trovati di fronte questa mattina (come troppe altre volte), non è stato un muro di ferro, ma di gomma.

Il Presidente Formigoni, che da mesi non si degna di incontrarci (eludendo le nostre ripetute richieste) non ha fatto eccezione.

Il Vicepresidente della Giunta, che pure avrebbe dovuto incontraci, era assente.

L’Assessore all’Industria, appare solo sui cartelloni pubblicitari.

C’erano invece le lavoratrici e i lavoratori dell’Alfa di Arese, dell’Iveco di Pregnana, della Maflow di Trezzano, della Lares e della Metalli di Paderno che, solo dopo una lunga trattativa, hanno ottenuto di essere ricevuti (non al Pirellone, ovviamente) dall’Assessore alle Reti e Servizi e dal Direttore dell’Agenzia Regionale per il lavoro.

Non abbiamo parole per definire lo scandaloso atteggiamento della Giunta, e non siamo affatto soddisfatti dell’andamento e dell’esito dell’incontro dal quale è emerso un unico elemento di novità rispetto ad Arese: Regione Lombardia avrebbe dichiarato a Fiat la propria indisponibilità a concedere la cassa integrazione per cessazione di attività. Per il resto,  un mare di verbi coniugati al futuro inconciliabili con il presente delle lavoratrici e dei lavoratori sui quali pende la spada di damocle del trasferimento a Torino sospeso fino al 4 aprile.

Approveremo entro febbraio la variante per le infrastrutture necessaria all’avvio del piano di programma per la reindustriaizzazione di Arese;  le aziende che intenderanno insediarsi sull’area dovranno assumere prioritariamente i lavoratori Alfa (o, più probabilmente, i loro figli….); per quanto riguarda l’integrazione al reddito, valuteremo; incontreremo nuovamente Fiat: è questo in estrema sintesi ciò che abbiamo ascoltato oggi, per l’ennesima volta, per bocca dei rappresentanti della Giunta e della Arifl.

E per quanto riguarda i lavoratori delle altre aziende: ci informeremo, valuteremo, studieremo il problema ….

Noi siamo già informati, abbiamo già valutato e non abbiamo alcun bisogno di “studiare” il problema.

Perché il problema è lo scarto tra imprese (a partire da Fiat) che si permettono unilateralmente di decentrare, concentrare, trasferire, chiudere, licenziare, tra chi - come Regione Lombardia e Governo -  si guarda bene dall’intervenire e le lavoratrici e i lavoratori che si battono non solo per non diventare esuberi, ma per mantenere in attività le aziende, perché la speculazione sulle aree non abbia la meglio sulla produzione.

Torneremo in Regione Lombardia, con i lavoratori dell’Alfa, dell’Iveco, della Maflow e delle altre aziende, che non hanno alcuna intenzione di essere snobbati e presi in giro da un’istituzione che certo non ha la bacchetta magica ma che non sta facendo quello che potrebbe e dovrebbe  fare.

 



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